L’équipe del cuore per Domenico | Non sapevano l’inglese e non avevano i sacchetti
Un intervento cruciale all’ospedale Monaldi ha evidenziato alcune carenze nelle attrezzature disponibili per l’espianto di un organo. I medici coinvolti si sono trovati senza alcuni strumenti fondamentali, rendendo difficile portare avanti la procedura prevista per il destinatario. La vicenda mette in luce le difficoltà operative che possono emergere durante operazioni di questa delicatezza.
I medici dell’ospedale Monaldi che dovevano espiantare il cuore destinato a Domenico Caliendo non avevano «il corredo necessario». Per questo hanno usato un contenitore frigo da spiaggia. Non avevano nemmeno i sacchetti in cui bisognava riporre l’organo. E non sapevano l’inglese. La lingua la conosceva soltanto «un vice chirurgo». Tanto che la dottoressa che doveva effettuare l’espianto «al terzo richiamo rimase ferma. Non so se perché non capisse la lingua o perché era semplicemente sopraffatta dall’intervento che stava realizzando». Le testimonianze che arrivano da Bolzano sull’équipe da Napoli dettagliano molto bene la tragedia di pressapochismo che ha portato alla morte del bambino. 🔗 Leggi su Open.online
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Corriere della Sera. . Il 23 dicembre, nella sala operatoria del San Maurizio di Bolzano, dove è stato espiantato il cuore destinato a Domenico, il bimbo di due anni morto 60 giorni di coma farmacologico dopo il trapianto, non era presente solo l’équipe del Mon - facebook.com facebook
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