Rogoredo lettera di scuse di Cinturrino dal carcere La famiglia Mansouri | Se è veramente pentito racconti tutto e sveli il ruolo dei complici

Un detenuto ha scritto una lettera dal carcere, dove esprime un gesto di scuse e si rivolge alla famiglia di una vittima. La famiglia, nel frattempo, chiede che, se il pentimento è autentico, siano rivelati dettagli sui complici e sulla dinamica dell’incidente. La vicenda riguarda un episodio avvenuto a Rogoredo, che ha suscitato molte discussioni sulla gestione e le responsabilità.

Abderrahim Mansouri “doveva essere in prigione e non morto”. Sono le parole che Carmelo Cinturrino, il poliziotto in custodia cautelare per l’omicidio dello spacciatore 28enne dello scorso 26 gennaio a Rogoredo, ha scritto in una lettera dal carcere, affidata al suo legale, Piero Porciani. “Vorrei scusarmi con tutti per quello che è successo – si legge nella missiva scritta a mano –. Credetemi, ho avuto paura, prima che quel ragazzo mi colpisse, poi dopo aver sparato delle conseguenze del mio gesto”. A differenza delle dichiarazioni del passato, Cinturrino stavolta si è riferito anche ai familiari della vittima: “Mi dispiace anche per la sua famiglia, sono triste e pentito per ciò che ho fatto, ma mi sono sentito disperato”, scrive infatti l’assistente capo del commissariato Mecenate. 🔗 Leggi su Lanotiziagiornale.it

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