Rogoredo la lettera di Cinturrino dal carcere | Mi spiace per la famiglia del ragazzo
Da un carcere arriva una lettera che fa parlare di sé, con parole di scuse e rimpianti rivolte alla famiglia di un ragazzo deceduto. La missiva, scritta da un assistente capo della Polizia, evidenzia un sentimento di dispiacere e pentimento, suscitando interrogativi sulla vicenda. La sua diffusione ha attirato l’attenzione di molti, portando alla ribalta una situazione complessa e delicata.
Un grido di aiuto e pentimento affidato a pochi fogli di carta che scuotono l’opinione pubblica. È emersa in queste ore la lettera scritta da Carmelo Cinturrino, l’assistente capo della Polizia di Stato attualmente accusato di omicidio volontario per la morte del ventottenne Abderrahim Mansouri. Tra le righe della missiva, l’agente descrive uno stato d’animo diviso tra il rimorso e la giustificazione, ammettendo l’errore ma ribadendo con forza di aver agito sotto la spinta del panico. “Vorrei scusarmi con tutti per quello che è successo. Credetemi, ho avuto paura. Prima che quel ragazzo mi colpisse, poi dopo aver sparato, delle conseguenze del mio gesto”, scrive Cinturrino, cercando di spiegare i drammatici istanti che hanno portato allo sparo fatale. 🔗 Leggi su Thesocialpost.it

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