Il decreto Ucraina è legge anche la Lega vota per gli aiuti a Kiev e si smarca dal generale Vannacci
Roma – Alla fine il sofferto decreto Ucraina taglia il traguardo e diventa legge, ma non senza polemiche. L’esecutivo ha scelto la via più sicura, blindando il testo al Senato – come già aveva fatto alla Camera – con il voto di fiducia (106 sì, 57 no e 2 astenuti) per garantire senza intoppi la proroga degli aiuti militari al governo di Kiev, il rinnovo dei permessi di soggiorno e la sicurezza dei giornalisti freelance. Una mossa che ha scatenato subito la reazione dell’opposizione, pronta a puntare il dito contro il metodo. La certezza, per usare le parole del renziano Enrico Borghi, è che dietro la forzatura “surreale” ci sia la paura che, “come contraccolpo della scissione vannacciana, dai banchi della maggioranza potessero spuntare ordini del giorno imbarazzanti per Palazzo Chigi”. 🔗 Leggi su Quotidiano.net

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Temi più discussi: Decreto Ucraina, ok definitivo al Senato con la fiducia; Decreto Ucraina: l’Italia tra continuità negli aiuti e ambiguità nel messaggio; Passa alla Camera il decreto Ucraina con il voto di fiducia; Il decreto Ucraina verso l'Aula, ipotesi di voto di fiducia.
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Dopo il 'no' al decreto Ucraina, è il decreto sicurezza il prossimo fronte che vogliono aprire i tre deputati di Futuro nazionale: si preparano infatti a presentare una serie di emendamenti al provvedimento (il cui esame, però, partirà dal Senato), che dovrebbero e - facebook.com facebook
Nel dibattito sul decreto Ucraina ho ricordato che il mondo non è più quello di quattro anni fa, la rilegittimazione di Mosca e i nuovi equilibri globali impongono scelte chiare, non ambiguità. L’obiettivo di Putin è indebolire Nato e Unione europea e una sua vitto x.com