Ospedale commissariato | i boss gestiscono dai ricoveri alle macchinette del caffè
Il clan Contini controlla l'ospedale San Giovanni Bosco, coinvolgendo ogni aspetto della struttura. La gestione si estende dai reparti di ricovero alle macchinette del caffè, influenzando le attività quotidiane dei pazienti e del personale. Le indagini hanno portato alla luce un sistema di potere che si inserisce nel funzionamento interno dell'ospedale. Le autorità continuano a monitorare la situazione, cercando di capire come tutto ciò si sia radicato.
Sanremo, Fulminacci: "Non demonizzo matrimoni e figli, ma la società è cambiata. Io sfortunato? Sì, ma solo nelle piccole cose" Quattro persone, tra cui un avvocato, sono state arrestate. Avrebbero aiutato il clan camorristico Contini a gestire uno dei nosocomi di Napoli Dai ricoveri alle dimissioni, dai certificati alle macchinette degli snack. Tutto, o quasi, all'ospedale San Giovanni Bosco sarebbe passato dalle mani del clan camorristico Contini. I boss potevano anche contare su una rete di "amici", tra i quali un avvocato, medici e professionisti, per le truffe assicurative. Questo quanto emerso da un'indagine condotta da carabinieri e guardia di finanza, che ha portato in carcere quattro persone. Sono accusate di una lunga serie di reati: associazione di tipo mafioso aggravata dal carattere armato, corruzione, falsa testimonianza, false dichiarazioni all'autorità giudiziaria, falsità ideologica in atti pubblici, trasferimento fraudolento di valori, accesso abusivo a sistemi informatici, tentata estorsione, estorsione, usura, riciclaggio e autoriciclaggio. 🔗 Leggi su Today.it
Sequestro record in Veneto: 7 tonnellate di sigarette di contrabbando nascoste tra le macchinette del caffèUn'operazione della polizia di Padova ha portato al sequestro di sette tonnellate di sigarette di contrabbando, nascoste tra le macchinette del caffè.
Genova, favorirono latitanza di un presunto boss e vengono arrestati dai carabinieri, il boss però nel frattempo è stato assoltoI carabinieri di Genova hanno arrestato tre persone sospettate di aver favorito la latitanza di un presunto boss.