D' Alema assolve i comunisti italiani per i soldi presi dall' Urss

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Se pecunia non olet, figuriamoci i rubli croccanti al caviale. Andavano giù che era una bellezza in via delle Botteghe Oscure, sede del Pci, dove il conto corrente scorreva solo in entrata e gli interessi maturavano sul libretto rosso. Massimo D’Alema, che notoriamente è uno che non le manda a dire e neppure le fa passare – basti ricordare che per una vignetta sullo sbianchettamento della Lista Mitrokhin querelò Giorgio Forattini (perché la satira è libera da sinistra ed è diffamazione da qualsiasi altra parte) – ha sorriso sotto ai baffetti di ferro nel ricordare che la Santa Madre Russia con la falce e martello era assai buona con i suoi figliuoli sparsi nell’Europa capitalista e li sovvenzionava generosamente. Lo ha detto sornione, con un certo compiacimento, lì dove lo portava il cuore. Ma sì, il Pci prendeva soldi dal Cremlino e dal Pcus, e questo era il segreto meno segreto della storia dell’umanità, ma in fondo era una sorta di riconoscimento di specialità dei compagni italiani. 🔗 Leggi su Liberoquotidiano.it

D'Alema da Augias, "prendevamo soldi ma eravamo diversi"D'Alema ha detto ad Augias che, durante gli anni di militanza, riceveva soldi ma rimaneva convinto di essere diverso.

Pochi figli, più immigrati, tanti soldi in meno per gli italiani: i flussi dall’estero danneggiano i conti (e la cultura)L’Italia si trova ad affrontare una sfida complessa: mentre l’economia mostra segnali di vitalità e l’aspettativa di vita rimane elevata, il calo delle nascite e l’incremento degli immigrati influenzano i conti pubblici e la cultura del Paese.