Binda sulla ingiusta detenzione i giudici ora vogliono rileggere gli atti La difesa | Finalmente si va alla radice
Colpo di scena. La corte d'Appello di Milano ha ordinato alla Procura generale di presentare tutti gli atti in possesso riguardo il fascicolo di Stefano Binda in originale. È la sintesi di quanto avvenuto oggi in udienza dove si è discussa l'ingiusta detenzione per il 58enne accusato dell'omicidio di Lidia Macchi, nel 1987, e arrestato dopo trent'anni, nel 2016. I giudici vogliono persino ricontrollare le agende in possesso del 58enne, che furono sequestrate e oggi di nuovo in possesso dell'uomo. L'obiettivo è capire se Binda abbia avuto "colpa lieve" nell'indurre il gip a ordinare il suo arresto. Le sue agende infatti, erano mancanti di alcune pagine. 🔗 Leggi su Ilgiornale.it

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