Tutti gli occhi su Ali Larijani tra guerra e sopravvivenza

A pochi giorni dall’ennesimo round negoziale sul dossier nucleare di Teheran in calendario giovedì 26 febbraio a Ginevra, l’uomo del momento non è il felpato ministro degli Esteri Abbas Araghchi e tantomeno il presidente riluttante Massoud Pezeshkian (“sono un medico, non un politico”, va ripetendo da un po’ davanti alle critiche che montano). In queste ore a catalizzare le attenzioni degli osservatori è il segretario del Supremo consiglio per la Sicurezza nazionale, Ali Larijani. E’ lui a venire immortalato mentre concede selfie davanti a un santuario, lui a voltarsi per un saluto sulla scaletta di un aereo, lui che campeggia sulle prime pagine dei giornali, perché è in partenza per Muscat, o di ritorno da Doha oppure da Mosca, lui che tiene banco in interviste analizzate sillaba dopo sillaba dagli iranologi. 🔗 Leggi su Ilfoglio.it

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