Pilotavano forniture di beni a società amiche in cambio di smartphone chiesto l' arresto per 16 docenti e ricercatori universitari
Una inchiesta della procura europea ha portato all’arresto di 16 docenti e ricercatori universitari, accusati di aver pilotato forniture di beni a società amiche in cambio di smartphone. La causa si basa su intercettazioni e documenti che dimostrano come abbiano influenzato le procedure di appalto pubbliche. Le accuse riguardano anche tentativi di corruzione e di manipolazione delle scelte contrattuali. Gli indagati sono stati raggiunti da ordinanze di custodia cautelare.
Avrebbero indirizzato e influenzato gli atenei in cui insegnavano e lavoravano per ottenere l'affidamento di forniture di beni e servizi a specifiche società informatiche. Da queste poi, come sorta di ricompensa, ottenevano dei veri e propri "tesoretti" che usavano per acquistare a titolo personale diversi dispositivi elettronici. La procura europea (Eppo) ha chiesto l'arresto di 16 tra docenti universitari, ricercatori, insegnanti operanti tra Sicilia e Campania ma anche di una serie di manager e dipendenti di aziende informatiche., Secondo l'accusa formulata dalla procura europea, ci sarebbero gli estremi per portare a processo i docenti e i ricercatori universitari per i reati di corruzione propria - cioè per omettere, ritardare o compiere un atto contrario ai doveri del proprio ufficio - e per turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente. 🔗 Leggi su Tgcom24.mediaset.it
Cresta su fondi Ue, chiesto arresto docenti e ricercatori per corruzioneUn'indagine condotta dalla Procura Europea ha portato alla richiesta di arresto di 16 persone tra docenti universitari, ricercatori e manager di società informatiche, coinvolti in un caso di corruzione.
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