Il delirio d' impotenza dell' opposizione sul referendum
La debolezza dell’opposizione sul referendum deriva dalla sua incapacità di proporre alternative concrete. Le sue azioni si riducono a proteste sterili, senza riuscire a influenzare il dibattito pubblico. Questa situazione crea un vuoto che il governo sfrutta per avanzare le proprie proposte senza reale contrappeso. La mancanza di una strategia chiara rende difficile per l’opposizione riprendere terreno nel confronto. La partita si gioca soprattutto sulla capacità di mobilitare i cittadini.

C’è una sola cosa pericolosa quanto il delirio di onnipotenza di un governo, ed è il delirio di impotenza dell’opposizione. La campagna referendaria sta portando alla luce i sintomi di entrambe le psicopatologie, ma soprattutto della seconda. L’ho constatato dialogando con un amico che è da sempre favorevole alla separazione delle carriere ma che ha deciso, visto il contesto, di votare no. “È vero”, ha dovuto ammettere, “la riforma Nordio non tocca l’indipendenza del pubblico ministero. Questa però è soltanto la prima tappa verso la democrazia illiberale all’ungherese. Seguirà la sottoposizione diretta del pm al ministro; anzi, la riforma di oggi non è che un trabocchetto per renderla inevitabile un domani. 🔗 Leggi su Ilfoglio.it
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