Diletto con delitti se il detective indaga i confini del mito
Il detective che hanno incontrato nel film incarna perfettamente il personaggio di Conan Doyle, perché la sua passione per i misteri e l’attenzione ai dettagli lo hanno portato a scoprire un furto in un negozio locale. La sua presenza ha svelato come l’immaginazione possa diventare realtà, mentre analizzava le prove con meticolosità. La scena si è conclusa con un arresto che ha sorpreso i passanti, dimostrando quanto il mestiere di investigatore possa riservare sorprese.

L'appuntamento Il romanzo di Arturo Pérez-Reverte «Il problema finale», edito da Settecolori, a Testo che apre il 27 a Firenze «Il detective che avevano visto sugli schermi non era un’interpretazione, bensì l’incarnazione fisica e intellettuale di quello immaginato da Conan Doyle. L’attore Hopalong Basil usciva in punta di piedi e lasciava in scena il personaggio: Sherlock Holmes ero io». È nel costante gioco di specchi tra il mito, la vita e le molte, a volte contraddittorie immagini che di essa può disporre ciascuno di noi, che si dipana l’indagine da cui muove Il problema finale (Settecolori, pp. 🔗 Leggi su Cms.ilmanifesto.it
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