Dal blitz cyber alla decapitazione del regime | le tre mosse Usa contro l’Iran
Le forze statunitensi hanno rafforzato la presenza militare nella regione mediorientale a causa delle crescenti tensioni con l’Iran. Il dispiegamento di truppe e mezzi si concentra nelle aree strategiche, in vista di possibili sviluppi nelle prossime ore. La decisione deriva dall’inasprimento delle attività di intelligence e dai recenti avvertimenti di escalation. Le autorità americane monitorano attentamente ogni mossa, preparandosi a eventuali risposte rapide. La situazione resta particolarmente tesa e imprevedibile.

A poche ore da quello che molto probabilmente sarà l'ultimo round di colloqui tra Iran e Stati Uniti, che si terrà a Ginevra giovedì, le forze statunitensi stanno ultimando il dispiegamento nel vasto teatro mediorientale. La portaerei “Ford”, mentre scriviamo, si trova nella baia di Suda, a Creta, in attesa di posizionarsi molto probabilmente al largo del Levante – si vocifera una tappa al porto di Haifa – mentre il ponte aereo tra gli Stati Uniti e le basi del Medio Oriente, passando dall'Europa, continua. I segnali di un possibile accordo sono oltremodo flebili nonostante l'ottimismo degli iraniani: il ministro degli Esteri Abbas Araghchi aveva dichiarato alla Cbs, in un'intervista andata in onda domenica, che c'erano “buone possibilità” per una soluzione diplomatica della questione nucleare, aggiungendo che era l'unica questione in discussione. 🔗 Leggi su Ilgiornale.it
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