Un problema chiamato veto Orban blocca ancora le sanzioni a Putin

Il veto di Orban blocca ancora le sanzioni contro la Russia, causando tensioni tra i paesi membri dell’UE. La sua decisione di opporsi alle misure punitive nasce dall’interesse ungherese di tutelare le aziende energetiche nazionali. Questa posizione rallenta le decisioni europee e complica il supporto all’Ucraina. La questione si fa sempre più difficile da gestire, mentre i leader cercano di trovare una soluzione condivisa. La situazione resta aperta e senza una via d’uscita immediata.

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© Formiche.net - Un problema chiamato veto. Orban blocca (ancora) le sanzioni a Putin

Un problema chiamato veto. Da un lato i membri dell’Ue sono scocciati dall’atteggiamento ungherese che ferma i provvedimenti contro la Russia e il prestito all’Ucraina. Dall’altro la cooperazione industriale tra Ue e Stati Uniti è la chiave di volta per rafforzare il legame transatlantico e intrecciare i destini dei minerali critici e della difesa. Il Consiglio Affari esteri a Bruxelles, a cui ha preso parte il ministro Antonio Tajani, ha posto sul tavolo una serie di temi (strategici e delicati) che necessitano di una risposta d’insieme, non fosse altro perché la partita della guerra in Ucraina non può essere letta se slegata dalle conseguenze dei dazi e delle strategie future tra Bruxelles e Washington. 🔗 Leggi su Formiche.net

Veto a nuove sanzioni contro Putin, Orbán sfida ancora l’EuropaOrbán ha bloccato le nuove sanzioni contro Putin, motivando la sua posizione con la necessità di mantenere il dialogo con Mosca.

Dopo 4 anni, a Est si contano i morti. Orbán: veto sulle sanzioni a MoscaLeonardo, a quattro anni dall'inizio del conflitto in Ucraina, si contano molte vittime, ma Kiev e Mosca non hanno ancora fornito dati certi.

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