Omicidio Mansouri a Rogoredo Carmelo Cinturrino fermato ammette la messinscena della pistola per paura
Carmelo Cinturrino, agente coinvolto nell’omicidio di Mansouri a Rogoredo, ha confessato di aver messo la pistola vicino al corpo per paura. La sua decisione deriva dall’ansia di coprire le proprie responsabilità e di evitare conseguenze più gravi. La scena che ha creato nel boschetto è il risultato di un tentativo di mascherare la verità. La vicenda si è sviluppata rapidamente, portando a un arresto immediato.

Ha ammesso la messinscena il poliziotto Carmelo Cinturrino, l’agente indagato per omicidio volontario per la morte del pusher Abderrahim Mansouri, nel boschetto di Rogoredo a Milano. “Quando ho visto Mansouri mettersi la mano in tasca, mi sono spaventato e ho sparato. Solo in quel momento ho realizzato che aveva in mano un sasso”, ha dichiarato. Poi l’ammissione: ha “messo la pistola vicino a Mansouri perché” temeva “le conseguenze di quello che era accaduto”. L’agente Cinturrino aveva dunque paura delle conseguenze degli eventi di Rogoredo dello scorso 26 gennaio, avvenuti nel corso di una retata antidroga. 🔗 Leggi su Virgilio.it
L'omicidio di Rogoredo, Carmelo Cinturrino: "Ho pensato alla messinscena della pistola per paura delle conseguenze"Carmelo Cinturrino ha ammesso di aver collocato la pistola vicino a Mansouri per paura delle ripercussioni.
Carmelo Cinturrino fermato per l'omicidio volontario di Mansouri a Rogoredo, poliziotto "gravemente indiziato"Carmelo Cinturrino è stato arrestato dopo l'omicidio di Abderrahim Mansouri a Rogoredo, causato da una lite che è degenerata in violenza.