Industria frenata da export e consumi ma il decreto energia alleggerisce il conto

L'industria italiana rallenta a causa di consumi ancora bassi e di un export instabile, che penalizzano le imprese locali. La domanda interna rimane debole, mentre le esportazioni verso alcuni mercati europei e asiatici mostrano segnali di flessione. Questa situazione provoca una contrazione della produzione e una generale incertezza per il settore industriale. Le aziende cercano di adattarsi alle nuove sfide, ma la ripresa appare ancora lontana. La situazione richiede azioni mirate per sostenere il settore.

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Roma, 23 febbraio 2026 – L’economia italiana entra nel 2026 con un quadro a due velocità: da una parte i servizi tengono e anzi accelerano, dall’altra l’industria continua a muoversi in modo incerto, frenata da due fattori molto concreti per famiglie e imprese: consumi ancora deboli e export altalenante. È questo, in sintesi, il messaggio della nota congiunturale del Centro Studi di Confindustria, che, però, segnala anche un possibile elemento di svolta: gli effetti del decreto energia, se sarà approvato dalla Commissione europea.   Arriva il decreto bollette, costi dell'energia ridotti per famiglie e imprese. 🔗 Leggi su Quotidiano.net

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