Inchiesta odiosa sull’agente | la difesa social d’ufficio di Salvini smontata pezzo per pezzo dall’indagine su Rogoredo
Gli era stata sufficiente mezz’ora per prendere posizione: “Sto con il poliziotto, senza se e senza ma”. Quindi tre giorni dopo, di fronte agli accertamenti della magistratura, aveva definito l’inchiesta “veramente ingenerosa, gratuita”. L’iscrizione del poliziotto Carmelo Cinturrino per omicidio volontario, argomentava, era “veramente eccessiva” e lui si definiva dispiaciuto perché “quel pubblico ministero”, cioè il magistrato Giovanni Tarzia, aveva aperto un “fascicolo odioso” come se “quell’agente avesse sparato per uccidere”. Era il 29 gennaio e Matteo Salvini non aveva alcun dubbio. Zero. Cinturrino aveva agito per legittima difesa, non doveva essere indagato, non aveva fatto nulla di male nei confronti Abderrahim Mansouri.🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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