Così i colleghi mollano il poliziotto che ha sparato a Rogoredo
Carmelo Cinturrino viene abbandonato dai colleghi dopo aver sparato a Rogoredo, perché nessuno ha visto subito l’arma a salve di Abderrahim Mansouri. La mancanza di testimoni oculari ha portato i colleghi a prendere le distanze dall’agente, creando tensione tra le forze dell’ordine. La vicenda si complica con diverse versioni dei fatti, mentre la comunità si interroga sulle responsabilità. La vicenda continua a suscitare discussioni tra gli abitanti del quartiere.
Nessuno dei colleghi di Carmelo Cinturrino ha visto da subito la pistola a salve che Abderrahim Mansouri avrebbe puntato contro l’agente. Cambiando la versione che avevano dato subito dopo lo sparo del boschetto di Rogoredo. Il 41enne da tempo in servizio al commissariato Mecenate è indagato per omicidio volontario. Il pm Giovanni Tarzia sta mettendo insieme l’analisi di cellulari, tabulati e chat e il Dna sulla pistola giocattolo. E riscrivendo la storia dei 23 minuti durante i quali il collega 28enne testimone oculare dello sparo è tornato in commissariato per prendere uno zaino su ordine di Cinturrino. 🔗 Leggi su Open.online
Chi è Carmelo Cinturrino, il poliziotto che ha sparato e ucciso un 28enne a Rogoredo: “Chiedeva il pizzo”Carmelo Cinturrino, agente di polizia, ha sparato e ucciso un giovane di 28 anni a Rogoredo, dopo averlo sorpreso mentre chiedeva denaro.
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