Viviamo di eccessi ma la rivoluzione è sapersi fermare
Per natura siamo inclini agli estremi. Oggi, però, l’eccesso non è più un rischio occasionale: è diventato un modello culturale, quasi un requisito per sentirsi all’altezza. Non si tratta solo di una tendenza individuale, ma di un paradigma che misura il valore delle persone in base all’intensità con cui vivono, producono, consumano. Un tempo lavorare sodo era un valore; ora l’impegno tende a trasformarsi in identità totalizzante, in criterio assoluto di riconoscimento. Non si lavora per vivere: si vive per performare. All’estremo opposto, chi fugge dalla pressione quotidiana insegue il piacere senza misura: viaggi incessanti, esperienze sempre più intense, divertimento senza tregua. 🔗 Leggi su Liberoquotidiano.it

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