Sanremo Sal Da Vinci | Vogliono infastidirmi ma per me essere neomelodico non vuol dire essere trash L’intervista

Sal Da Vinci afferma che chi cerca di infastidirlo lo fa perché non comprende il valore della musica neomelodica. La causa deriva da anni di critiche e malintesi sulla sua identità artistica. Dopo 17 anni dall’ultima esibizione all’Ariston, il cantante napoletano ha deciso di tornare a parlare del suo stile, che lui definisce autentico e lontano da etichette negative. La sua presenza sul palco suscita interesse tra il pubblico e i fan di lunga data.

Sono passati 17 anni dall’ultima volta su quel palco, l’Ariston, nel frattempo Sal Da Vinci è diventato una nuova istituzione della scena cantautorale partenopea. Qualcuno lo definirebbe neomelodico, provando a mettere in evidenza il lato più popolare, considerato (sbagliando) meno intellettuale, della sua musica. Ci stanno provando anche con questa Per sempre sì, il brano con cui gareggerà al Festival di Sanremo, ma lui, lo dice nell’intervista sotto, non fa una piega: «Non credo proprio che riuscirà mai nessuno a farlo, ho le spalle larghe, faccio questo mestiere da quando avevo sette anni, sai quante ne ho viste!». 🔗 Leggi su Open.online

Sanremo 2026: Sal Da Vinci sfida i pregiudizi con un inno neomelodicoSal Da Vinci porta il suo stile neomelodico a Sanremo 2026, sfidando i pregiudizi sulla musica partenopea.

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Sal Da Vinci si emoziona con Renato Zero

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