Messina laboratorio del trasformismo politico

A Messina, il continuo cambiamento di alleanze politiche deriva dalla pratica consolidata del trasformismo. Questa abitudine, radicata nella storia locale, si manifesta con frequenti passaggi di esponenti tra gruppi diversi, spesso per motivi di convenienza. I consiglieri comunali cambiano schieramento, influenzando la stabilità dell’amministrazione. La presenza di una rete di rapporti consolidati tra i politici locali alimenta questa tendenza. La città si distingue per questa dinamica politica, che dura da decenni.

Al Governo della città destra e sinistra si sono alternate senza mai davvero alternarsi. Il vero collante è stato il potere amministrativo A Messina il trasformismo non è un incidente di percorso, ma una consuetudine civile. Nella Prima Repubblica si chiamava consociativismo: maggioranze larghe, equilibri sapienti, potere condiviso. Più coabitazione che alternanza. Con la Seconda Repubblica il copione è stato quasi didattico. Francantonio Genovese dal centrosinistra al centrodestra; Pietro Navarra lungo rotta analoga; Francesco De Domenico in uscita e poi di ritorno sotto l’egida del mentore. Oggi il centrodestra candida Marcello Scurria, la cui biografia digitale sembra affetta da un curioso vuoto di memoria e omette con discrezione un capitolo non irrilevante: il passato da Segretario della Federazione del PDS di Messina. 🔗 Leggi su Messinatoday.it

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L’università come laboratorio politico: il caso dei GUFL’università come spazio di confronto e influenza politica è stata al centro di numerosi studi.

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