’Alice in Wandering’ | Il teatro è potentissimo
Alice in Wandering nasce dall’osservazione dei percorsi dei pazienti con Alzheimer, spesso caratterizzati da smarrimento e tentativi di fuga. Il progetto mira a ridurre l’ansia e il disagio attraverso attività che accompagnano i pazienti in un cammino guidato e sicuro. Un team di esperti ha sviluppato strumenti per favorire il senso di identità e stabilità. La sperimentazione coinvolge diverse strutture, con risultati che già si notano nei primi mesi.

Alice in Wonderland diventa Alice in Wandering. Si traduce ‘vagabondaggio’. Ovvero quell’incedere disorientato e comune per i pazienti di Alzheimer. Chiara Callegari e Simone Luglio raccontano la storia vera e surreale di Marta e del suo decadimento precoce, che si intreccia in modo poetico con quella di Alice nel Paese delle Meraviglie. ‘Poetico’ perché le parole sono di Carroll e della mamma di Callegari, che ha perso la parte più razionale e matematica, ma non quella legata alla bellezza e alla fantasia. "A 62 anni le è stato diagnosticato l’Alzheimer, e dopo un anno io non ne avevo ancora parlato con nessuno – spiega la regista –. 🔗 Leggi su Ilrestodelcarlino.it
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