Scosse elettriche fame forzata genitali legati con fascette di plastica | il racconto dei giornalisti detenuti nelle carceri israeliane
Il CPJ denuncia che i giornalisti palestinesi rimangono vittime di torture nelle carceri israeliane, tra scosse elettriche, fame forzata e legature ai genitali con fascette di plastica. Secondo il rapporto, alcuni sono stati sottoposti a trattamenti crudeli per ottenere confessioni o intimidire. Una giornalista ha raccontato di aver subito punizioni fisiche e psicologiche, mentre altri sono stati tenuti in isolamento per settimane. La situazione mette in luce le condizioni estreme che affrontano i professionisti dell’informazione in quella regione. La denuncia si conclude con un appello internazionale.
We returned from hell, “siamo tornati dall’inferno ”. Con questa lapidaria dichiarazione il Committee to Protect Journalists (CPJ), organizzazione non profit indipendente che promuove la libertà di stampa in tutto il mondo, apre il suo rapporto speciale sulla condizione dei giornalisti palestinesi detenuti nelle carceri israeliane. Un racconto corale delle violenze subite da 59 giornalisti palestinesi, rilasciati dalla custodia israeliana tra il 7 ottobre 2023 e il 30 gennaio 2026 e intervistati sin da allora dal Comitato, su 94 giornalisti e un operatore media palestinesi detenuti. Ad oggi, 30 di loro risultano ancora in custodia, mentre degli altri 6 rilasciati cinque hanno declinato la richiesta del CPJ di testimoniare per paura di ritorsioni. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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