Referendum Mantovano dà la colpa ai magistrati | Campagna radicalizzata? Da loro esponenti i toni più toni estremi
Il referente Mantovano attribuisce ai magistrati la responsabilità di una campagna referendaria che si sta radicalizzando. Secondo lui, i toni più estremi provengono da esponenti di alcune procure. Mantovano sostiene che questa situazione non dipende dai sostenitori del Sì né dal governo, ma dalla presenza di figure giudiziarie che alimentano le tensioni. La polemica si concentra sui modi in cui si svolge il dibattito pubblico in questi giorni.

Una propaganda referendaria che tende alla “radicalizzazione” è “fisiologica”, ma la colpa è non è del fronte del Sì e men che meno del governo. Nemmeno dell’opposizione. “Quello che sconcerta è che i toni più estremi vengano espressi da esponenti della magistratura associata e non solo”. L’ultimo attacco a pubblici ministeri e giudici è firmato da Alfredo Mantovano, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. Un po’ incendiario e un po’ pompiere, intervistato a un evento di Libero, ha avvertito riguardo il “rischio” di arrivare al day after del referendum sulla giustizia con “macerie tra istituzioni e dentro le istituzioni”. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it
Leggi anche: Referendum, Tajani: “Abbassare i toni? Lo facciano tutti, anche magistrati come Gratteri”
Leggi anche: Referendum giustizia, Ceccarelli: “Toni campagna referendaria Anm aggressivi e fuorvianti”
Referendum, Silvia Albano: “Riforma non migliorerà la giustizia, non renderà i processi più veloci”