Pirateria IPTV indagine della Guardia di Finanza in 60 province Multe fino a 5.000 euro
La Guardia di Finanza ha avviato un’indagine su casi di pirateria IPTV in 60 province italiane, scoprendo utenti che accedevano illegalmente a Sky, DAZN e altre piattaforme streaming. Durante le verifiche, sono state contestate multe fino a 5.000 euro a coloro che usufruivano di contenuti senza autorizzazione. Le indagini hanno portato alla luce un giro di utenti che pensavano di nascondersi dietro schermi domestici, ma sono stati raggiunti dai controlli. Le attività continuano per fermare questa pratica illegale.

Multe fino a 5.000 euro per utenti che vedevano Sky, DAZN e piattaforme streaming illegalmente L’illusione di poter navigare nell’illegalità protettidallo schermo di un computer o di una smart TV si è scontrata con il rigore delle indagini finanziarie. Quello che per molti utenti sembrava un espediente innocuo per accedere a contenuti premium a basso costo si è trasformato in un verbale amministrativo notificato in sessanta province italiane. L’inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica di Bologna e condotta dal Guardia di Finanza, ha messo a nudo un sistema di distribuzione illecita che partiva dalla provincia di Rimini per estendersi in tutta la penisola. Al centro dell’indagine non c’è stata solo l’architettura tecnologica della pirateria, ma soprattutto la tracciabilità economica di chi alimentava il mercato nero dell’audiovisivo attraverso abbonamenti mensili illegali. L’operazione è partita dal monitoraggio di un rivenditore romagnolo, un reseller che fungeva da snodo per la diffusione di flussi piratati. 🔗 Leggi su Digital-news.it
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