Mosca non trivella più Ecco come si aggrava la crisi del petrolio in Russia
Dopo che l’apertura del mercato venezuelano ha causato la giacenza di milioni di barili di greggio russo nei depositi della Federazione, adesso è l’industria nazionale a mostrare segni di cedimento. Se nessuno vuole più il petrolio dell’ex U, tanto vale fermare gli scavi. E aprire la strada a una calo della produzione Un conto è annegare nel proprio petrolio, perché nessuno, o quasi, se lo compra più. Un altro è smettere di cercare l’oro nero nelle viscere delle propria terra. In Russia succede anche questo al tempo del grande embargo, in parte ufficiale, in parte no, alla principale ricchezza nazionale. Pochi giorni fa questo giornale ha raccontato come un po’ le sanzioni e un po’ l’apertura del mercato venezuelano da parte degli Stati Uniti, abbiano di fatto tagliato le gambe alle esportazioni di greggio della Russia. 🔗 Leggi su Formiche.net

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