Proteste Pro-Palestina e manifestazioni a Torino blitz della polizia | 5 antagonisti ai domiciliari e 12 obblighi di firma
A Torino, cinque attivisti sono finiti agli arresti domiciliari dopo aver preso parte a proteste pro-Palestina e manifestazioni. Durante le proteste, alcuni hanno bloccato i binari a Porta Susa, tagliato le recinzioni dell’aeroporto di Caselle e danneggiato le Ogr. Altri hanno partecipato agli scontri davanti agli impianti di Leonardo e hanno assaltato la sede de La Stampa. La polizia ha identificato e fermato i partecipanti, mentre 12 persone sono state obbligate a firmare e hanno ricevuto il divieto di dimora. L’indagine è coordinata dalla procura di Torino.

Il blocco dei binari a Porta Susa, le recinzioni tagliate nell’ aeroporto di Caselle, i danneggiamenti alle Ogr e gli scontri all’esterno degli impianti di Leonardo e l’assalto alla sede de La Stampa hanno portato 5 persone agli arresti domiciliari – e altre 12 hanno l’ obbligo di firma, oltre a un divieto di dimora – nell’ambito di un’inchiesta della Digos, coordinata dalla procura di Torino. Tutti gli episodi violenti erano nati da frange che si erano staccate nel corso delle proteste Pro-Palestina e a sostegno della Global Sumud Flotilla. Le ipotesi avanzate dai magistrati nei confronti degli antagonisti di Cua e del Ksa al centro dell’inchiesta sono, a vario titolo, di danneggiamento, violenza privata aggravata, resistenza aggravata e lesioni a pubblico ufficiale. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it
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