Il clan di Siderno passato dal nonno al nipote chi è il boss Antonio Commisso capace di sostituirsi all’autorità statuale

Il nome di Antonio Commisso è al centro di un’inchiesta sulla ‘ndrangheta di Siderno, che coinvolge sette persone arrestate. La sua storia si lega a quella del clan, passato dal nonno al nipote, e alla sua capacità di esercitare un controllo che sembra andare oltre le forze dell’ordine. Commisso, considerato un boss potente, si mostra disposto a sostituirsi alle autorità statali per mantenere il potere. La sua influenza si estende anche oltre i confini italiani, arrivando fino a New York. La vicenda continua a destare attenzione.

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Nell’inchiesta sulla ‘ndrangheta di Siderno che ha portato al fermo di sette persone non c’è solo l’intercettazione in cui Frank Albanese, il reggente della cosca Commisso ad Albany, nello Stato di New York, ha inveito contro il procuratore di Napoli Nicola Gratteri definendolo “il peggiore che abbiamo”, paragonandolo ai magistrati uccisi nelle stragi di Capaci e via D’Amelio ( “Dopo Falcone e Borsellino ne è uscito fuori un altro” ) e quasi rammaricandosi che “è ancora vivo”. Se Albanese ha un ruolo chiave nelle fila dei “sidernesi”, non è lui il principale indagato venuto fuori nell’inchiesta coordinata dal procuratore di Reggio Calabria Giuseppe Borrelli e dal coordinatore dell’area jonica della Dda Giuseppe Lombardo. Al posto del nonno. Al centro delle indagini condotte dai carabinieri del Ros, infatti, c’è Antonio Commisso che, nonostante fosse il figlio di un latitante in Canada e il nipote omonimo del mammasantissima di Siderno, fino a ieri era considerato “estraneo ad indagini di contesto” mafioso della sua famiglia. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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