Sotto terra per 250 anni | riaffiora l’antico acquedotto romano della Sabina

Per oltre due secoli è rimasto nascosto sotto le colline della Sabina, citato solo in appunti antichi e ipotesi mai confermate: oggi, però, un antico acquedotto ritorna alla luce riaprendo una storia dimenticata e dandoci la possibilità di scoprire qualcosa di più riguardo alla gestione dell’acqua nell’Italia antica. Quella di questo complesso sistema idrico romano è infatti una scoperta che ci restituisce un’infrastruttura rimasta invisibile per generazioni. L’acquedotto perduto della Sabina: un enigma archeologico risolto dopo secoli. Andiamo con ordine e partiamo dal principio. La scoperta della quale parliamo riguarda un antico acquedotto collegato alla Villa dei Casoni, nei pressi di Montopoli di Sabina, individuato grazie a una serie di indagini archeologiche e rilievi topografici mirati. 🔗 Leggi su Funweek.it

Ritrovato in Sabina l’acquedotto romano che collegava antichi acquedotti romani con nuovi scavi.È stato ritrovato in Sabina un acquedotto romano che collegava antichi acquedotti con nuovi scavi.

Dove si trova Curon Venosta, il borgo sommerso da un lago dal quale riaffiora solo l’antico campanileIn Trentino-Alto Adige, il vecchio campanile di Curon Venosta si alza dall'acqua del lago, rimasto nascosto per decenni sotto le acque della diga artificiale costruita negli anni Cinquanta.

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