Non è stata la mano di Dio | le donne bresciane e la procreazione assistita
Le donne bresciane affrontano i problemi legati alla procreazione assistita dopo aver ascoltato spesso il consiglio di non temere. La frase “Non spaventarti” si ripete frequentemente nelle conversazioni telefoniche e sui social, dove le nuove mamme condividono le loro storie. In questi incontri virtuali, molte spiegano di aver deciso di intraprendere percorsi di fertilità perché desiderano diventare madri, nonostante le difficoltà e le sfide che incontrano lungo la strada.
"Non spaventarti". La premessa che mi fanno in diverse al telefono e per messaggio, è la stessa che rimbalza tra forum e gruppi social, quando una nuova arrivata si presenta a raccogliere esperienze. Quelle di chi si affida alla medicina alla ricerca di un figlio che non arriva sono tutte diverse, e al contempo tutte simili: fatte di attese, pillole, punture, esami, altre attese, piani terapeutici da aggiustare. Nel 2023 sono state quasi 90mila le coppie che hanno intrapreso questo viaggio: una città. Nell'Italia del 2026, dove la natalità è in picchiata e la decisione (o la possibilità) di fare un figlio arriva sempre più tardi, la Procreazione Medicalmente Assistita non è più un'eccezione medica, ma un pilastro della natalità contemporanea. 🔗 Leggi su Bresciatoday.it
Non è la mano di Dio. Storie di donne che hanno affrontato la procreazione assistita a RomaL'articolo racconta le esperienze di donne romane che hanno affrontato il percorso della procreazione assistita, tra sfide emotive e speranze.
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