In una settimana 13 persone uccise dalle valanghe sulle Alpi L’esperto Elio Guastalli | Il clima c’entra ma sono cambiati anche i comportamenti
In una settimana, tredici persone sono morte a causa delle valanghe sulle Alpi, una tragedia che si ripete con troppa frequenza. Secondo l’esperto Elio Guastalli, il cambiamento climatico gioca un ruolo, ma anche i comportamenti degli escursionisti sono diversi rispetto al passato. Nelle ultime settimane, sono stati segnalati numerosi incidenti nelle zone sciistiche e fuori pista, dove molti si spingono in luoghi pericolosi senza adeguate precauzioni.
Madesimo (Sondrio) – Tredici persone uccise dalle valanghe sull’Arco Alpino in poco più di una settimana. È un bilancio drammatico quello degli ultimi giorni di questo strano inverno con tanta neve in quota. Gli esperti identificano una configurazione ricorrente all’origine dell’instabilità del manto nevoso: “La presenza di strati deboli persistenti, nascosti sotto la neve recente ma c’è di più”. L’esperto Elio Guastalli. L’appello è quello di fare riferimento ai bollettini nivologici. "I problemi sembrano veramente gravi e le temperature giocano contro. Ma insieme ai cambiamenti climatici dobbiamo parlare assolutamente anche dei cambiamenti di abitudini delle persone che frequentano la montagna in inverno – spiega Elio Guastalli del Corpo Nazionale di Soccorso Alpino e Speleologico coordinatore del progetto “Sicuri in Montagna” che organizza da molti anni giornate di formazione sulla neve per imparare a riconoscere i pericoli della montagna –. 🔗 Leggi su Ilgiorno.it

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