Dall’energia nucleare alle biotecnologie ecco a cosa serve il supercomputer Cresco
Il supercomputer Cresco viene utilizzato per studiare l’energia nucleare e le biotecnologie, contribuendo a sviluppare nuove tecniche di ricerca. Recentemente, è stato impiegato per analizzare i materiali usati nelle centrali nucleari, migliorando la sicurezza degli impianti. La macchina permette di simulare processi complessi, aiutando i ricercatori a trovare soluzioni più veloci ed efficaci.
Dall’energia nucleare alla scienza dei materiali, dalla dinamica molecolare alle biotecnologie, ma anche per clima e transizione energetica e digitale. Sono gli applicativi di Cresco, il supercalcolatore dell’Enea che con 122 milioni di ore di calcolo in un anno ha contributo in modo significativo alla ricerca scientifica internazionale. 200 centri di ricerca e atenei A giovarsi del supporto del supercomputer sono più di 200 tra centri di ricerca, atenei e imprese nelle attività che spaziano dall’energia nucleare alla scienza dei materiali, dalla dinamica molecolare alle biotecnologie, ma anche per clima e transizione energetica e digitale. 🔗 Leggi su Ilsole24ore.com

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