Allevatrice condannata | Quella sentenza sul sito del mio avvocato mi danneggia Cassazione | Niente oscuramento
L’allevatrice condannata per aver tenuto 32 cani in condizioni inadeguate si rivolge alla Cassazione, lamentando che la pubblicazione della sentenza sul sito del suo avvocato le provoca danni. La donna sostiene di essere danneggiata dalla visibilità dei suoi dati personali, richiesta che la Corte Suprema ha però respinto, dichiarando inammissibile l’istanza. La decisione arriva dopo che la donna aveva cercato di ottenere l’oscuramento delle sue informazioni personali, ritenendo che ciò avrebbe limitato i problemi legati alla sua reputazione.
La ricorrente aveva dato il consenso alla pubblicazione per fini promozionali dello studio legale, ma ora ne chiedeva la rimozione. Per i giudici è troppo tardi La Cassazione ha dichiarato inammissibile l'istanza presentata da una donna, già condannata in via definitiva per detenzione incompatibile di 32 cani, che chiedeva l'oscuramento dei propri dati personali dalla sentenza di primo grado, pubblicata online da un sito legale. Per i giudici, la richiesta è arrivata troppo tardi. La vicenda inizia con la condanna della donna, nell’ottobre del 2019, per aver detenuto animali in condizioni incompatibili con la loro natura e produttive di gravi sofferenze.🔗 Leggi su Perugiatoday.it
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