Piccoli pacchi extra Ue ecco chi e come sta evitando la mini tassa italiana di 2 euro

Assonime denuncia che molte merci di piccoli pacchi provenienti da fuori dell’Unione Europea evitano di pagare la tassa italiana di 2 euro spostandosi prima in altri paesi dell’UE. Questi prodotti vengono consegnati in magazzini situati in hub comunitari e poi trasportati via terra in Italia, senza dover pagare l’imposta. La strategia permette alle aziende di risparmiare diversi euro per ogni spedizione.

Il mini contributo di 2 euro «made in Italy» sui piccoli pacchi extra Ue di valore fino a 150 euro scattato dal 1° gennaio (anche se con un periodo di debutto soft) rischia di trovarsi già fuori gioco. Non solo per il debutto del dazio di 3 euro dal 1° luglio deciso dal Consiglio Ue, ma perché è già in atto un tentativo di aggiramento. La segnalazione arriva nella circolare Assonime 22026 firmata dal direttore generale Stefano Firpo, che mette in luce i profili problematici sia sul piano economico che sul piano giuridico rispetto alla compatibilità con il diritto comunitario. Come evidenziato dall’associazione delle società per azioni, «in un contesto caratterizzato dall’esistenza del mercato unico europeo e dall’assenza di controlli alle frontiere interne, l’applicazione di un prelievo non armonizzato sta già influenzando le scelte logistiche e distributive degli operatori, incentivando l’immissione delle merci in altri Stati membri nei quali il contributo non è previsto e la successiva introduzione nel territorio nazionale mediante trasporto intra Ue». 🔗 Leggi su Ilsole24ore.com

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Slitta la tassa da 2 euro sui piccoli pacchi extra Ue: perché l’imposta sarà sospesa e quando scatta

La tassa da 2 euro sui piccoli pacchi provenienti da fuori Ue sarà sospesa.

Rinviata al 1° luglio l’applicazione della tassa sui mini pacchi di provenienza extra Ue

La tassa sui mini pacchi provenienti da fuori Ue viene spostata al primo luglio.

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