Musica balli e urla per i morti L' ultima sfida al regime in Iran

Di notte squarciano il silenzio, urlano dalle finestre e dai tetti: «Morte al dittatore» e «Giù Khamenei». Di giorno rompono con la tradizione e trasformano le cerimonie funebri dei propri cari in feste con balli e canti. È il messaggio politico di resistenza degli iraniani alla dittatura. Un messaggio sempre più potente ora che per molte vittime della repressione, massacrate mentre manifestavano contro il regime, sono trascorsi 40 giorni dalla macelleria di inizio gennaio, quaranta giorni che per la tradizione sciita iraniana rappresentano il momento più significativo delle commemorazioni dei defunti. Non solo preghiere, dunque, per Mohammad-Hossein Alikhani, 25 anni, ucciso l'8 gennaio dalle forze di sicurezza del regime, ma anche lacrime, musica e danza. 🔗 Leggi su Ilgiornale.it

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