Musica balli e urla per i morti L' ultima sfida al regime in Iran

Nella notte, gruppi di manifestanti iraniani hanno rotto il silenzio con canti e urla contro il regime, gridando da balconi e tetti: «Morte al dittatore» e «Giù Khamenei». Questa protesta nasce dalla crescente rabbia popolare contro le dure repressioni e si traduce in musica, balli e cori condivisi tra le strade di alcune città. Un giovane attivista racconta di come la notte diventi un momento di resistenza, anche se rischioso.

Di notte squarciano il silenzio, urlano dalle finestre e dai tetti: «Morte al dittatore» e «Giù Khamenei». Di giorno rompono con la tradizione e trasformano le cerimonie funebri dei propri cari in feste con balli e canti. È il messaggio politico di resistenza degli iraniani alla dittatura. Un messaggio sempre più potente ora che per molte vittime della repressione, massacrate mentre manifestavano contro il regime, sono trascorsi 40 giorni dalla macelleria di inizio gennaio, quaranta giorni che per la tradizione sciita iraniana rappresentano il momento più significativo delle commemorazioni dei defunti. 🔗 Leggi su Ilgiornale.it

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