Costruire la pace trent' anni dopo Srebrenica

Trent’anni dopo il massacro di Srebrenica, la città sulla frontiera tra Serbia e Bosnia si confronta con i ricordi di un episodio che ha segnato profondamente la regione. La commemorazione di quest’anno si svolge tra tensioni e tensioni politiche, mentre le ferite ancora aperte continuano a influenzare il modo in cui le diverse comunità si ricordano e si confrontano. La memoria di quei giorni, nel luglio del 1995, resta un punto cruciale nel dibattito pubblico e politico, con testimonianze che si intrecciano a polemiche sulla verità e sulla giustizia.

A trent’anni dalla tregua di una delle guerre jugoslave più efferate, a Srebrenica, nella terra di confine tra la Serbia e la Bosnia ed Erzegovina segnata dal fiume Drina, la memoria e l’oblio non rappresentano terreni neutrali, ma vere e proprie sfide, in cui si sagoma e si legittima l’identità. Gabriele Santoro, giornalista, Padre Bernardo Gianni, abate di San Miniato al Monte, Izzedin Elzir, imam di Firenze e Paola Del Zoppo, docente all'Università di Urbino "Carlo Bo", dialogheranno sulle strade di una possibile costruzione di pace a partire dalla pubblicazione Nessun'altra casa. Memorie lungo la Drina trent'anni dopo Srebrenica, Del Vecchio Editore 2025.🔗 Leggi su Firenzetoday.itImmagine generica

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