Parlo con i morti li evoco e li sento venire percepisco una loro vicinanza Zalone? Fa un altro mestiere Preparo sempre il discorso per l’Oscar ma non serve mai | così Pupi Avati
Il regista si confessa in un'intervista a Fanpage: dai "terribili" anni alla Findus all'accusa contro il "razzismo" del cinema italiano A 87 anni, Pupi Avati non cerca più lusinghe né si nasconde dietro la retorica della “vecchiaia serena“. In una lunga e densa intervista rilasciata a Fanpage.it, il regista bolognese traccia quello che lui stesso definisce un “rendiconto”: un bilancio esistenziale prima ancora che artistico, segnato dalla consapevolezza del tempo che scarseggia e da una lucidità disarmante nel giudicare il proprio passato, il cinema contemporaneo e i colleghi. Uno dei passaggi più significativi e amari della conversazione riguarda il periodo precedente alla sua affermazione cinematografica. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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“È un momento molto complicato della mia vita, perché ha a che fare con i rendiconti”. In questa intervista a Fanpage.it, Pupi Avati racconta il suo percorso umano e artistico a 87 anni: “gli anni peggiori” come rappresentante della Findus, le lusinghe della politi facebook