Navalny | Collaboratore accusa il Cremlino di eliminazione voluta una minaccia per il regime soppressa

La morte del dissidente russo Aleksej Navalny, avvenuta il 16 febbraio 2026 in una colonia penale nella remota regione dello Yamal, è stata deliberatamente orchestrata dal Cremlino per eliminare una figura chiave dell'opposizione e soffocare ogni forma di dissenso. A dichiararlo è Vladimir Ljaskin, storico collaboratore di Navalny, che sottolinea come il leader dell'opposizione rappresentasse una minaccia insostenibile per il sistema politico russo. Ljaskin ha rilasciato queste dichiarazioni in un’intervista il 15 febbraio 2026, evidenziando la determinazione del governo russo a neutralizzare Navalny con ogni mezzo necessario. Ljaskin ha espresso un giudizio senza appello: Navalny non era semplicemente un oppositore politico, ma una minaccia esistenziale per la stabilità del regime. 🔗 Leggi su Ameve.eu

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