Le pillole di Polly | recensione di I miei giorni a Parigi di Banine

Quando era solo una bambina, Banine sognava di andare a vivere a Parigi. Tuttavia, nemmeno nelle sue fantasie più audaci immaginava che il suo desiderio potesse avverarsi. E come avrebbe potuto? La Ville Lumière sembrava quanto di più inaccessibile per lei, che era nata e cresciuta nella Repubblica Democratica dell’Azerbaigian, dove la sua ricchissima famiglia le aveva impartito un’educazione ligia alle severe tradizioni azere, appena mitigate dalle tentazioni liberali del padre, allora ministro. Per non parlare di quando i russi avevano riconquistato il Caucaso: allora, per la giovane, le cose si erano messe veramente male. Il padre era stato prontamente sbattuto in galera e la povera Banine, dal canto suo, era stata gettata in una prigione non meno temibile: quella del matrimonio con un marito che le suscitava repulsione. 🔗 Leggi su Romadailynews.it

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