L’antifascismo illiberale dietro il no al referendum

Le opposizioni di sinistra hanno contestato il referendum, temendo che potesse rafforzare il governo di Meloni. Questa opposizione vedeva nel voto un modo per indebolire la maggioranza di destra, anche prima che il governo fosse effettivamente formato. Per esempio, sui social hanno diffuso messaggi che invitavano alla mobilitazione contro le riforme promosse dal nuovo esecutivo.

L’idea delle opposizioni ossia della sinistra è fissa: la spallata al governo Meloni. Il governo della destra – «delle destre», nel linguaggio volutamente ideologizzato dai rivoluzionari della domenica – ancora non c’era e già lo delegittimavano per provocarne la futura e sperata caduta. Hanno usato tutto per togliere Giorgia Meloni da Palazzo Chigi ispirandosi alla massima «il fine giustifica i mezzi». Quindi, avanti con l’Europa, Trump, Gaza e ogni volta, però, hanno fatto la fine dei pifferi di montagna che andati per suonare sono stati suonati. Perché per fortuna in questo disgraziato Paese esiste ancora una maggioranza silenziosa fedele ai fondamentali della democrazia liberale. 🔗 Leggi su Ilgiornale.it

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