Quei medici accusati per falsi certificati salva-clandestini | le visite anti-rimpatrio

Quattro medici coinvolti in un’indagine per aver rilasciato falsi certificati salva-clandestini sono stati fermati dalle forze dell’ordine. La loro attività si concentrava nel fornire attestazioni mediche false per evitare i rimpatri, creando un vero e proprio sistema di visite fittizie. Le indagini hanno scoperto che alcuni di loro avevano già firmato decine di certificati sospetti negli ultimi mesi, alimentando un traffico illecito che metteva a rischio la sicurezza dei controlli ufficiali.

Dopo i giudici, anche i “medici rossi” avrebbero provato a mettere i bastoni tra le ruote a un esecutivo che, alle urne, non si riesce a battere. Per fortuna parliamo di una minoranza che nulla ha a che vedere con gli “eroi del Covid”. Quanto accaduto a Ravenna, però, deve farci riflettere. Nella cittadina romagnola, nell'ambito di un'indagine coordinata dai pm Daniele Barberini e Angela Scorza, almeno sei professionisti indagati per delle vere e proprie visite “anti-rimpatrio”. Ipotizzato il reato di falsità ideologica commesso da pubblico ufficiale. Secondo quanto viene riportato in un articolo pubblicato dal Resto del Carlino, nel reparto di malattie infettive del locale nosocomio sarebbero stati rilasciati diversi certificati per bloccare i nulla osta per l'accompagnamento degli extracomunitari irregolari ai Cpr (Centri di permanenza per i rimpatri) e del conseguente volo aereo per i loro Paesi d'origine. 🔗 Leggi su Iltempo.it

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© Iltempo.it - Quei medici accusati per falsi certificati salva-clandestini: le visite anti-rimpatrio

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