Parità salariale | l’Italia adotta la direttiva UE ma i superminimi e i CCNL complicano l’applicazione

L’Italia ha deciso di adottare la direttiva europea sulla trasparenza salariale, ma resta difficile applicarla a causa di superminimi e contratti collettivi nazionali del lavoro (CCNL) complessi. La legge europea mira a garantire uguali retribuzioni tra uomini e donne, ma molte aziende continuano a usare accordi specifici che complicano il rispetto delle nuove regole. Ad esempio, alcuni contratti prevedono differenze salariali non ufficiali, rendendo difficile verificare la parità.

Parità Salariale al Test: L’Italia Tra Normative Europee e Contratti Complessi. Roma – L’Italia si prepara a recepire una direttiva europea cruciale per la parità di genere: quella sulla trasparenza salariale. Tuttavia, il processo di implementazione rischia di essere ridimensionato, con possibili compromessi che potrebbero limitarne l’efficacia e aprire la strada a contestazioni da parte dell’Unione Europea. La scadenza per l’adeguamento è fissata al 7 giugno, e il dibattito è aperto tra governo, sindacati e associazioni di categoria. La Direttiva Europea e le Sfide dell’Implementazione. La direttiva europea mira a contrastare le disparità retributive tra uomini e donne, un problema che persiste in molti paesi, Italia inclusa. L’obiettivo è garantire maggiore trasparenza nei salari, consentendo ai lavoratori di contestare eventuali discriminazioni. Tuttavia, la traduzione di questo principio in una legge nazionale si sta rivelando complessa, soprattutto per via di alcune peculiarità del mercato del lavoro italiano. 🔗 Leggi su Ameve.eu

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