Olimpiadi e ‘Rule 40’ | diritti degli atleti limitati per proteggere gli sponsor Il caso Milano Cortina 2026

La ‘Rule 40’ ha creato problemi agli atleti italiani che parteciperanno a Milano Cortina 2026, perché limita la loro esposizione pubblica per favorire gli sponsor ufficiali. Questa regola, imposta dal Comitato Olimpico Internazionale, impedisce agli atleti di promuovere prodotti o marchi non autorizzati durante le competizioni. Di conseguenza, molti sportivi si trovano a dover scegliere tra i loro sponsor personali e le restrizioni imposte dalla regola. La questione ha suscitato molte polemiche tra gli atleti e le aziende coinvolte.

Olimpiadi, il Paradosso della ‘Rule 40’: Atleti in Vetrina, Sponsor al Riparo, Diritti a Discussione. Milano Cortina 2026 sta riportando all’attenzione un nodo cruciale del mondo dello sport: la cosiddetta ‘rule 40’ della Carta Olimpica. Questa norma, nata per proteggere gli investimenti degli sponsor dei Giochi, finisce per limitare la libertà degli atleti di promuovere i propri partner commerciali nel momento di massima visibilità, creando un cortocircuito tra interessi economici e diritti individuali. La Nascita di una Restrizione: Tutelare gli Investimenti. Introdotta nel 1991, la ‘rule 40’ rappresenta una risposta alla crescente commercializzazione del mondo dello sport.🔗 Leggi su Ameve.euImmagine generica

Il paradosso della ‘rule 40’ alle Olimpiadi: tutela il Cio per gli sponsor, penalizza gli atleti

La 'Rule 40' ha causato polemiche alle Olimpiadi, poiché impedisce agli atleti di indossare o promuovere marchi di sponsor non ufficiali durante le competizioni.

Milano-Cortina 2026, atleti tedeschi su OnlyFans: “Gli sponsor tradizionali non bastano”

In vista delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026, alcuni atleti tedeschi adottano strategie di finanziamento alternative a causa delle limitate risorse provenienti da sponsor tradizionali e fondi pubblici.

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