Lega il Doge tratta | Zaia dice sì alla vicesegreteria solo se conta davvero e intanto sparisce la remigrazione - RETROSCENA ESCLUSIVO
Zaia, presidente della Regione Veneto, ha confermato di essere disposto a diventare vicesegretario della Lega solo se il suo ruolo avrà reale peso all’interno del partito, ma nel frattempo si assiste alla scomparsa della questione “remigrazione”, una mossa che rischia di spostare gli equilibri senza clamore.
Altro che riunione tecnica. Ai piani alti della Lega si prepara una resa dei conti silenziosa, di quelle che non fanno rumore ma cambiano gli equilibri. Ufficialmente si parlerà di organizzazione. Ufficiosamente, il nodo è uno solo: chi prende il posto di Roberto Vannacci alla vicesegreteria. Il nome che gira è quello pesante, pesantissimo, di Luca Zaia. Il “Doge” tace, osserva, misura. Ma non sta certo a guardare. La condizione è chiara: niente poltrone decorative. Niente nomine da figurina Panini. Se deve salire a Roma, vuole potere vero. Deleghe chiare. Libertà di manovra. Possibilità di incidere sulla linea politica e sul rapporto con i territori. 🔗 Leggi su Ilgiornaleditalia.it

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