Bernard Berenson e lo Stato di Israele

Bernard Berenson ha commentato il rapporto tra gli ebrei dell’Europa orientale e lo Stato di Israele. Secondo lui, fino a poco tempo fa, nessuno di loro avrebbe pensato alla Palestina come a una patria possibile. Berenson spiega che, finché il ghetto non è stato laicizzato, gli ebrei vedevano l’esilio come una condizione definitiva, e la terra promessa come un’idea lontana e irraggiungibile. Ora, invece, la situazione sta cambiando, ma per decenni l’idea di tornare in Palestina non è stata considerata una realtà concreta.

Divano La rubrica settimanale di arte e società. A cura di Alberto Olivetti Divano La rubrica settimanale di arte e società. A cura di Alberto Olivetti «Fino all’esperimento relativamente recente di laicizzare il ghetto, nessun ebreo dell’Europa centro orientale avrebbe mai considerato la Palestina altro che la patria dalla quale era stato esiliato». Così scrive Bernard Berenson il primo dicembre del 1948. È una pagina dei suoi Ultimi diari 1947-1958 curati da Nicky Mariano e tradotti nel 1966 da Emilio Cecchi per Feltrinelli con il titolo Tramonto e crepuscolo. Il 14 maggio del 1948 Ben Gurion, presidente del Consiglio nazionale ebraico, proclama lo Stato d’Israele. 🔗 Leggi su Cms.ilmanifesto.it

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