Pensioni tasso di sostituzione in diminuzione | -17 punti rispetto allo stipendio
La differenza tra lo stipendio e la pensione si allarga. Secondo un rapporto Censis-Confcooperative, il tasso di sostituzione scende di 17 punti, portando il primo assegno pensionistico molto più basso rispetto all’ultimo salario. Chi lascia il lavoro oggi si trova davanti a un gap più ampio rispetto a chi andrà in pensione tra qualche decennio.
Un divario di quasi 17 punti percentuali tra l’ultima busta paga e il primo assegno pensionistico. È lo scenario che emerge dal Focus Censis-Confcooperative “Pensioni, ipoteca sul futuro?”, che mette a confronto la situazione di chi oggi lascia il lavoro con quella di chi entrerà in pensione nel 2060. Secondo l’analisi, un lavoratore andato in pensione a 67 anni dopo 38 anni di carriera continuativa nel settore privato può contare su un tasso di sostituzione netto pari all’81,5%. Significa che il primo assegno pensionistico copre oltre quattro quinti dell’ultima retribuzione. Per un 33enne entrato nel mercato del lavoro nel 2022, con la stessa carriera e la stessa età di uscita, il tasso di sostituzione si fermerebbe invece al 64,8%. 🔗 Leggi su Quifinanza.it

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