Così l' assegno pensionistico si restringe ancora | l' inquietante simulazione
La differenza tra ultima retribuzione e prima pensione passerà dal 18,5% al 35,2% entro il 2060. Lo dice uno studio presentato da Confcooperative Chi va in pensione oggi e chi ci andrà domani rischia di vivere due realtà molto diverse. A dirlo è un focus sulle pensioni realizzato da Confcooperative insieme al Censis, che mette a confronto due carriere “tipo” uguali per durata e continuità contributiva, ma lontane nel tempo. Secondo lo studio, una persona che ha iniziato a lavorare nel 1982 ed è andata in pensione nel 2020 a 67 anni con 38 anni di contributi può contare su un tasso di sostituzione (cioè il rapporto tra primo assegno pensionistico e ultima retribuzione) pari all’81,5%. 🔗 Leggi su Today.it
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La forbice tra ultima retribuzione e primo assegno passerebbe così dal 18,5% per i pensionati di oggi al 35,2% per quelli di domani - facebook.com facebook