Smart working addio? Da Stellantis a Ubisoft il ritorno in ufficio inquieta i lavoratori Ecco cosa c’è dietro lo stop al lavoro da casa
Dopo sei anni di smart working, molte aziende italiane stanno tornando a chiedere ai dipendenti di rioccupare le scrivanie. Tra le grandi aziende come Stellantis e Ubisoft, la decisione crea malumori tra chi preferisce il lavoro da remoto e chi invece si prepara a riprendere le vecchie abitudini. La fine del lavoro agile si fa sentire e molti si chiedono come cambierà il ritmo quotidiano.
Basta stare a casa in pantofole (e pc), il Coronavirus è storia di sei anni fa, oggi è tempo di tornare in ufficio. È il messaggio brusco che hanno ricevuto negli ultimi giorni i dipendenti di più di un’azienda attiva in Italia. Il gruppo dell’auto Stellantis, per bocca dell’ Ad Antonio Filosa in persona, ma pure la casa produttrice di videogiochi Ubisoft, che in Italia ha sede ad Assago (Milano). E nelle ultime settimane a seguire almeno in parte l’esempio di colossi come Amazon, Meta o Goldman Sachs, che dallo scorso anno hanno deciso il ritorno dietro la scrivania per i dipendenti, sono stati pure Electrolux (in Italia produce a Susegana, Treviso) e – nel settore pubblico – lo stesso Palazzo Chigi. 🔗 Leggi su Open.online
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John Elkann ha deciso di richiamare tutti i dipendenti in ufficio.