Referendum giustizia il vero rischio non è il Sì ma l’isteria del No
In Italia si respira un’aria tesa in vista del referendum sulla giustizia. La tensione cresce, ma non è solo il sì o il no a preoccupare. Il problema è l’isteria che circonda il tema, alimentata più dall’ansia politica che dai reali contenuti delle norme. La discussione si è trasformata in una vera e propria battaglia morale, lontana dal confronto razionale.

C’è un clima febbrile che avvolge questo referendum, e non nasce dal confronto sulle norme ma da un’ansia politica che ha trasformato una scelta costituzionale in una guerra morale permanente. Nelle piazze, nei talk show e soprattutto sui social si è costruito un racconto apocalittico in cui ogni riforma diventa minaccia esistenziale e ogni sostenitore del Sì viene dipinto come complice di un disegno autoritario. In questo rumore di fondo si perde il punto centrale: l’Italia soffre da decenni di decisioni lente, equilibri opachi e istituzioni paralizzate dai veti, e la riforma – discutibile ma seria – prova almeno a rompere questa inerzia. 🔗 Leggi su Thesocialpost.it
Referendum Giustizia, nei sondaggi rischio bassa affluenza al voto: il Sì nuovamente in vantaggio
A meno di due mesi dal voto sulla riforma della giustizia, i sondaggi segnalano ancora una bassa affluenza.
Il referendum secondo i profeti del No: non si vota sulla giustizia, ma sulla fine del mondo
Questa mattina si è svolto il corteo contro la riforma della giustizia, con migliaia di persone che hanno invaso le strade di Roma.
Referendum giustizia, Di Pietro: Voto Si e invito Gratteri a confronto