La filastrocca senza senso del No alle riforme come difesa della democrazia

Un nuovo referendum si avvicina e le polemiche intorno alle riforme costituzionali non si placano. Negli ultimi vent’anni, diversi referendum hanno segnato il passo, creando divisioni tra chi vuole mantenere lo status quo e chi spinge per cambiare. Nel 2001, il centrosinistra di Giuliano Amato portò a casa una riforma che diede più poteri alle regioni, ma anche molte contestazioni. Quattro anni dopo, nel 2006, il centrodestra di Berlusconi propose una modifica che però fu respinta. Nel 2016,

Il referendum costituzionale confermativo del 2001 diede molti nuovi poteri controversi alle regioni e fu promosso dal centrosinistra sotto la guida di Giuliano Amato; quello del 2020, che ridusse il numero dei parlamentari su indicazione dei grillini, confermò una riforma costituzionale approvata da due maggioranze contrapposte, prima quella del Conte I (grillini e Lega) e poi quella del Conte II (Conte più centrosinistra): gli altri due referendum costituzionali, uno del 2006 e l’altro del 2016, uno su proposta riformatrice del centrodestra di impronta berlusconiana e l’altro del centrosinistra a firma renziana, furono invece respinti da una coalizione del No. 🔗 Leggi su Ilfoglio.it

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